Author: carlo

Pesaro, 29/10/2018 –  “Gli Specialisti del Web” intervistano l’ing. Christian Ricciarini (COO & Co-founder Edilmag)

Di seguito riportiamo integralmente l’articolo pubblicato nel Blog degli “Specialisti del Web” – articolo disponibile al link www.specialistidelweb.com/edilmag-intervista

Oggi intervistiamo una startup innovativa che ha realizzato in Italia un progetto di sharing economy e di economia circolare per il settore delle costruzioni.

Benvenuto Christian Ricciarini, Co-founder di Edilmag.

Iniziamo!

CIAO CHRISTIAN, PER CHI NON TI CONOSCESSE, RACCONTACI CHI SEI E CHE STARTUP HAI FONDATO.

Ciao a tutti i lettori di Specialisti del Web, sono un Ingegnere edile con un passato da manager presso importanti imprese di costruzioni. Dal 2016 ho seguito la mia vocazione imprenditoriale, grazie alla quale ho realizzato importanti progetti e fondato 3 Startup Innovative: Officine Creative Marchigiane, Edilmag, Mylogo.shop.

Sono inoltre uno dei fondatori del primo Innovation District di Pesaro (ID 106).

Officine Creative Marchigiane, che integra al suo interno numerosi professionisti negli ambiti della comunicazione/marketing e sviluppo applicazioni web/APP, è stata la prima startup che ho fondato. Tramite OCM ho successivamente raccolto e sviluppato gli altri progetti che mi sono stati proposti da altri imprenditori, che cercavano un supporto concreto per la realizzazione delle proprie idee.

RACCONTACI DI PIÙ SU EDILMAG: COSA FATE? A CHI VI RIVOLGETE? CHE PROBLEMA VOLETE RISOLVERE?

Edilmag è un’esclusiva applicazione con la quale è possibile creare l’inventario digitale del magazzino edile e connetterlo ad una rete virtuale di imprese per la condivisione dei materiali edili (attrezzature, macchinari, materiali e sfridi di lavorazione, etc.). Edilmag rappresenta il primo progetto di sharing economy ed economia circolare specifico ed applicato al settore delle costruzioni.

Il servizio, utilizzabile tramite web e APP per smartphone, è utilizzabile anche dalle imprese edili che non dispongono di un proprio deposito, anche solo per reperire rapidamente attrezzature e materiali direttamente dalle altre imprese edili vicine al proprio cantiere (noleggio, vendita di seconda mano, scambio, etc.).

Edilmag supporta concretamente le imprese di costruzioni perché:

  • Crea in pochi minuti un inventario online del tuo deposito edile
  • Valorizza, riduce e ottimizza le rimanenze di magazzino e gli sfridi di lavorazione
  • Trova i materiali e le attrezzature che ti servono vicino al cantiere
  • Diminuisce i costi di trasporto per i lavori fuori sede
  • Garantisce visibilità per le imprese edili verso la Protezione Civile e ai Comuni (Edilmag è gratuita per la P.A., che può utilizzare Edilmag in caso di necessità)

Ecco come funziona!

COME È NATA L’IDEA? VI SIETE ISPIRATI A QUALCOSA DI ESISTENTE, O DA UN VOSTRO BISOGNO, O ALTRO…?

Edilmag nasce da un’idea dell’Architetto Rodolfo Brandi; Rodolfo è un imprenditore edile marchigiano e presidente della scuola Edile – CPT della provincia di Pesaro Urbino, che crede fermamente nell’innovazione del settore edile, fortemente colpito dalla recente crisi economica e che meno di altri ha recepito la digitalizzazione dei processi. Rodolfo sentiva fortemente l’esigenza di avere un gestionale semplice ed economico per gestire il proprio deposito e che gli permettesse di metterlo in rete per condividere con altri imprenditori avanzi di materiale, sfridi di lavorazione o attrezzature e macchinari temporaneamente inutilizzati.

In particolare, Rodolfo ha pensato ad Edilmag dopo che in seguito alla vittoria di un appalto per la manutenzione delle strade di Pesaro, ha dovuto acquistare un macchinario molto costoso. Dopo pochi giorni è stato contatto da un suo collega romagnolo, che avendo vinto la stessa gara per il suo territorio proponeva a Rodolfo di condividere il macchinario per ammortizzarne i costi.

Edilmag ha inoltre avuto un rilevante sviluppo sociale, che ha ottenuto già importanti riconoscimenti dalla Protezione Civile e da alcuni Comuni per la propria utilità nella gestione delle emergenze (reperimento rapido di mezzi e materiali tramite ciò che mettono a disposizione le imprese edili, nei depositi situati nei pressi della calamità). Per questo motivo Edilmag ha deciso di donare il proprio servizio alla Protezione Civile e ai Comuni italiani. Inoltre, Edison ha premiato Edilmag con la vittoria del contest Edison Pulse 2017 – categoria ricostruzione sisma, che ha portato in dote un premio di 50.000 euro per la nostra startup.

É APPENA INIZIATA LA CAMPAGNA DI CROWFUNDING DI EDILMAG SU 200CROWD E AVETE GIÀ RACCOLTO 95.000 EURO, SIETE SODDISFATTI?QUAL È L’OBIETTIVO? COME USERETE I SOLDI RICEVUTI?

Siamo ovviamente contenti del risultato raggiunto finora su 200Crowd, che conferma la validità del nostro progetto anche dal punto di vista della sostenibilità economica e dello sviluppo. Questo primo risultato vuole essere solo il punto di partenza, al fine di poterci avvicinare nel più breve tempo possibile all’obiettivo massimo della campagna (250.000 euro).

Come abbiamo dichiarato nella documentazione per gli investor, i fondi raccolti saranno utilizzati principalmente per la promozione diretta del servizio Edilmag, attraverso importanti attività di marketing digitale per raggiungere una massa critica di utenti sulla piattaforma, che ottimizzerà i benefici per le imprese.

Inoltre, investiremo i fondi raccolti anche per sviluppare ulteriormente la Direzione Research & Innovation. In particolare, vogliamo iniziare la produzione già nel 2019 del dispositivo I-link, sviluppato appunto dalla direzione R&I; I-Link è un dispositivo che rivoluzionerà il mercato degli strumenti per la misurazione della profondità di scavo, perché risulta oltre modo economico, consente risparmi di tempo e risorse e aumenta la sicurezza all’interno dei cantieri.

COME UTILIZZATE IL DIGITAL MARKETING IN EDILMAG? QUALI STRUMENTI USATE E CON CHE OBIETTIVO?

Nei primi due anni di attività della startup abbiamo svolto un grande lavoro di PR tradizionali, grazie alla rete di contatti istituzionali di Rodolfo; questa attività ci ha permesso di sottoscrivere convenzioni a livello nazionale con tutte le più importanti associazioni di categoria (ANAEPA, CNA, ANCE, CNCE), che costituiscono un valore eccezionale rispetto alla credibilità di Edilmag verso le imprese edili.

Oggi siamo finalmente pronti per implementare la nostra strategia digitale che vede Edilmag protagonista di una digital campaign multicanale, con l’obiettivo di aumentare la brand awareness e di lead generation; proprio la settimana scorsa, abbiamo dato il via alla campagna social e alle attività di SEO e Google Ads, quest’ultima utilizzata appunto per intercettare quegli utenti che manifestano anche in maniera latente esigenze di snellimento del proprio deposito e di approvvigionamento alternativo di materiali e mezzi.

Recentemente abbiamo inoltre rinnovato il nostro sito, che ospita un blog dove vengono riportati articoli di interesse per il settore edile e considerazioni “senza peli sulla lingua” da parte di Rodolfo Brandi; abbiamo inoltre definito una importante strategia di video advertising e quindi popolato in maniera significativa il nostro canale youtube, con video istituzionali, di prodotto e case history. Stiamo anche valutando di lavorare con alcuni influencer, anche se è complesso individuare gli attori giusti per le specificità del settore edile.

La strategia digitale viene definita internamente dal nostro Marketing Manager Carlo De Santis Celsi, che ha un background manageriale decennale con rilevanti esperienze nel b2b e b2c.

Carlo si avvale poi della collaborazione di Digital Agency di primo piano per la realizzazione delle campagne.

Grazie Christian per averci resi partecipi di questo progetto e in bocca al lupo per la campagna!

Pesaro, 20/09/2018 –  CNA parla di Edilmag nel suo blog “CNA STORIE”!

Di seguito riportiamo integralmente il testo pubblicato nel Blog CNA Storie (l’articolo è anche visionabile su http://storie.cna.it/content/rodolfo-brandi-e-christian-ricciarini )

“L’impresa che condivide i magazzini

«Tutto nasce da un’esigenza concreta. Servivano poche mattonelle di pietra vulcanica per risistemare il marciapiede sul viale principale di Pesaro che aveva costruito la mia ditta, dopo un intervento sulle reti. Io ne avevo ancora due bancali in magazzino, a 500 metri dal cantiere, ma la multiutility ha ordinato la pietra direttamente in Toscana» .

Comincia così, da questo episodio rivelatosi chiave di volta, la storia della prima startup italiana di sharing economy nel mondo delle costruzioni, nata dall’idea di Rodolfo che, insieme a Christian, ha creato Edilmag. Architetto e imprenditore edile il primo, ingegnere e manager della filiera il secondo: due figure professionali differenti, accomunate dalla voglia di cambiare le cose nel loro campo.

Dalle parole ai fatti il passo è stato breve: unendo le forze, Christian Ricciarini e Rodolfo Brandi, insieme con le “Officine creative marchigiane”- prima start-up fondata da Christian nel 2014 – danno forma al progetto che vede la luce nel maggio 2016 a Pesaro.

E viene da chiedersi: perché nessuno ci ha mai pensato prima? «Il concetto è semplice: hai un mezzo o uno strumento che utilizzi poco, oppure della merce avanzata che non sai prevedere la prossima volta che la utilizzerai? Puoi metterla a disposizione di altre imprese concordando direttamente con loro tempi e costi. Basta fotografare l’articolo edile e aggiungerlo al proprio magazzino virtuale dove ogni impresa iscritta può creare un inventario online, geolocalizzato, e mettere a disposizione a basso costo materiali, strumenti e rimanenze. Sempre visibili alle altre imprese».

L’accurata conoscenza e lo studio approfondito del settore in cui questa ambiziosa start up si inserisce sono stati con molta probabilità la sua carta vincente. “Grazie a questa piattaforma – afferma Christian – ogni imprenditore entra a far parte di una rete sinergica nella quale può trovare materiali e strumenti disponibili nella ditta più vicina a prezzi estremamente più bassi, ottimizzando tempi, trasporti, costi, consumi e ottenendo la valorizzazione degli sfridi e delle risorse in giacenza nei magazzini”.

Un concetto semplice e innovativo in un settore che fa fatica ad ammodernarsi. Settore che oggi conta circa 570 mila imprese per la maggior parte micro e piccole – che dal 2008 al 2016 ha perso il 40% degli addetti – afflitto dalla crisi e dalle vecchie mentalità ma l’Edilmag, di imprese, ne ha agganciate già 6 mila.

“Spesso nei nostri roadshow – ammette Christian – ci rendiamo conto che il nostro ambiente purtroppo fa ancora molta fatica ad innovarsi; il terreno non è ancora pronto a questo tipo di cambiamento ma il nostro dovere è raccontare e far conoscere il più possibile il nostro progetto e i reali vantaggi che porta alle imprese che ne fanno parte”.

L’ Edilmag porta con se anche un importante valore sociale: a seguito dei tragici avvenimenti sismici e al maltempo che hanno interessato in particolare il sud delle Marche nel 2017, Rodolfo e Christian hanno deciso di donare il loro progetto alla Protezione Civile e ai Comuni.

“Abbiamo pensato di mettere a disposizione, in caso di emergenza e di calamità naturali, uno strumento utile per ricercare attrezzature o macchinari nel più breve tempo possibile” racconta Christian. Con l’applicazione gli operatori della Protezione Civile possono visionare in qualsiasi momento il parco autoveicoli e visualizzare il mezzo disponibile più vicino a loro così come è avvenuto a Comunanza (AP). Grazie al matching tra le imprese di Pesaro e Arquata Del Tronto e all’arrivo tempestivo di una pala gommata per sgombero neve si è riusciti a gestire la nevicata post sisma ed il soccorso di una famiglia in attesa di cure ospedaliere.

A due anni dalla nascita l’Edilmag di strada ne ha fatta davvero parecchia, tanto da vincere diversi primi premi e bandi ma il percorso di Rodolfo e Christian non si ferma di certo qui. Tanti progetti sono ancora in cantiere e altri sono già in via di sviluppo per questa piccola – solo numericamente- realtà italiana che muove passi da gigante…puntando all’Europa. ”

Pesaro, 31/08/2018 –  La MANUTENZIONE non conviene perché non si vede… non è SOCIAL!!!

Da anni combatto le finte imprese … i procacciatori di appalti … i “costruttori” di fondi e tangenti … Alla luce degli ultimi avvenimenti, purtroppo comincio a sentirmi meno solo!

Gli attuali eventi drammatici si stanno purtroppo intensificando con un crescendo drammaticamente preoccupante. Non si inaugura un nuovo collettore fognario che salvaguarderà una città dalle prossime piogge, ma si chiama la banda … si fanno post sui social … si taglia il nastro con tutti gli organi di stampa presenti se si asfalta e si eliminano le buche da una strada magari proprio sopra un collettore fatiscente e sottodimensionato.

Molti di noi … esperti del settore … non ci facciamo la domanda …” come mai  è crollato il ponte Morandi ???” ma ci chiediamo …” come ha fatto a stare su fino ad ora???”.

Ora è arrivato il momento di alzare la testa e la voce. Le infrastrutture italiane sono in degrado e la natura con i sempre più frequenti eventi sismici, sta minando il costruito.

E’ arrivato il momento che la politica e gli amministratori invertano questa deriva prendendo decisioni poco social ma indispensabili per la collettività. Dobbiamo operare un cambio di mentalità importante che riporti l’arte del costruire e del ristrutturare nelle mani di chi da sempre fa questo lavoro con competenza e serietà. Le scelte basate sul consenso e sulla corruzione hanno disintegrato il nostro paese.

Ho voluto fortissimamente creare EDILMAG perché è arrivato il momento di privilegiare le imprese serie, strutturate e di far piazza pulita di tutte quelle strutture in grado solo di produrre contratti capestro sui subappaltatori.

Non è pensabile affrontare singolarmente, ognuno con la propria “impresina”, una mole di lavoro come quella richiesta dalla manutenzione di edifici e strutture a rischio. Con EDILMAG, aprendoci alla  sharing economy e alla VERA COLLABORAZIONE TRA IMPRESE EDILI possiamo fare tanto e finalmente come veri professionisti del settore delle costruzioni.

Edilmag è proprio questo: uno strumento per rafforzare una rete di imprese in grado di intervenire tempestivamente con le proprie attrezzature e con il proprio know how , proprio lì dove avviene un evento calamitoso o dove si debba costruire con serietà e competenze.

 

Arch. Rodolfo Brandi

Titolare Impresa Costruzioni Brandi – CEO Edilmag

Presidente Scuola Edile e CPT provincia Pesaro Urbino

Pesaro, 06/08/2018 –  Ripresa del settore macchine movimento terra  …ATTENZIONE …!!!

Come sempre, nel nostro amato Paese, le notizie e i dati non sono CERTI … ma opinabili a seconda dello scopo che il divulgatore vuole raggiungere.

In questi ultimi giorni, siamo sommersi da eclatanti annunci di crisi finita per il mercato delle machine movimento terra e di conseguenza, per l’edilizia.

Beh … a sentire questi proclami dovremmo essere felici visto che il nostro settore ad oggi muove il PIL di ben 8 punti percentuali e che 1 miliardo investito nel settore edile, ne genera 3,5 !!!

Ma purtroppo non è così!

Analizzando un po’ meno superficialmente i dati sventolati con tanta  euforia, ci accorgiamo che i dati di riferimento riguardano il periodo 2015 / 2017 e cioè l’ultimo triennio … ma da dove viene la crisi ???

Vi riporto soltanto un dato UFFICIALE sul quale sviluppare alcune riflessioni:

DAL 2007 AL 2013 IL MERCATO DELLE MACCHINE MOVIMENTO TERRA HA PERSO OLTRE L’ 80% CON SOLTANTO 5.600 MACCHINE VENDUTE TRA FLOTTE NOLEGGIO E AZIENDE.

Ha quindi senso parlare di forte riprese e fine della crisi soltanto perché nel 2017 ne sono state vendute 12.000 cioè meno della metà di quelle vendute nel 2007 periodo già di inizio crisi???

Non voglio in questa sede disquisire sullo scopo di queste enfatiche comunicazioni … ma la realtà … purtroppo … è ben diversa.

A tutt’oggi la crisi del settore edile è mostruosa resistendo solamente sulle spalle delle microimprese che si contendono piccoli appalti armandosi di maxi ribassi …

Ho creato EDILMAG proprio perché fermamente convinto che l’unica strada percorribile per poter rialzare la testa sia quella del cambio di mentalità … della sharing economy … della condivisione.

Se riusciremo ad utilizzare uno strumento innovativo come EDILMAG abbandonando i vecchi preconcetti e gli antichi infondati timori di concorrenza tra imprenditori, potremo veramente far ripartire il settore edile contribuendo a generare quella tanto attesa ripresa così indispensabile per il nostro Paese.

 

Arch. Rodolfo Brandi

Titolare Impresa Costruzioni Brandi – CEO Edilmag                               Presidente Scuola Edile e CPT provincia Pesaro Urbino

Pesaro, 12/06/2018 – Anche CNA Marche sposa il progetto Edilmag! Una convenzione sottoscritta per favorire il processo di digitalizzazione delle imprese edili.

 

In attesa di definire l’accordo nazionale, CNA Marche ha voluto sposare anticipatamente il progetto Edilmag, definendo una convenzione per garantire condizioni di accesso agevolate alle proprie imprese edili iscritte. Di seguito riportiamo il testo integrale di quanto pubblicato sul sito di CNA Marche:

“Siamo lieti di informare le imprese edili marchigiane che CNA MARCHE ha sottoscritto un accordo a livello regionale con Edilmag, startup vincitrice del premio Edison Pulse 2017 (categoria #ricostruzione Sisma), che ha realizzato un innovativo servizio di sharing economy, che mette in condivisione i depositi delle imprese edili.

La piattaforma, che sarà fornita anche ai comuni italiani e ai presidi di Protezione Civile, consente di creare in maniera estremamente semplice e veloce un inventario web del deposito edilealcuni materiali o attrezzature (dal semplice tubo fino alle macchine movimento terra) possono poi essere condivisi (in tutto o in parte) con le altre imprese del territorio per essere noleggiati o venduti, al fine di valorizzare al meglio i materiali residui e le attrezzature che non stai utilizzando. Allo stesso tempo la piattaforma permette agli iscritti di ricercare velocemente materiali e macchinari messi a disposizione da altre imprese della tua zona geografica, riducendo sensibilmente i costi di approvvigionamento.

Lo scopo di Edilmag è quello di ottimizzare il consumo dei materiali e delle attrezzature in deposito nei magazzini delle imprese edili e, allo stesso tempo, far risparmiare l’utente nell’acquisto di nuovi prodotti in giacenza presso imprese colleghe. Una volta trovato il materiale ricercato, il sistema fornirà un elenco di imprese edili vicine geograficamente che ne dispongono ed i relativi recapiti per mettersi in contatto e concludere la trattativa in forma privata; Edilmag non richiede nessuna commissione sulla trattativa di vendita o noleggio. Questo sistema di collaborazione, inoltre, consentirà di diminuire i costi di trasporto e i tempi di consegna. Infine, oltre ai plus sopra menzionati, l’impresa sarà visibile ai Comuni e dalla Protezione Civile.

Vantaggi della convenzione: grazie alla convenzione stipulata, le imprese edili associate a CNA Marche tramite le rispettive territoriali, potranno utilizzare il servizio Edilmag GRATUITAMENTE fino al 30/06/2019 (costo a listino 40 € anno + IVA),

Per info e iscrizioni: http://www.edilmag.it/lan/cna-marche

Per le imprese edili, sempre iscritte alle territoriali di CNA Marche, ma residenti nelle cosiddette zone del “cratere sismico”, la gratuità del servizio sarà estesa fino al 31/12/2019.

Per info e iscrizioni: http://www.edilmag.it/lan/cna-marche-sisma

Il servizio rappresenta senza dubbio un ulteriore passo avanti verso la digitalizzazione dei processi di lavoro del settore Edile. Siamo infatti certi che Edilmag sarà un aiuto concreto per le Imprese Edili con particolare riguardo alla gestione del magazzino e all’approvvigionamento dei materiali, al fine di rendere più competitive le imprese edili italiane.

Benvenuti nella sharing economy!

CNA Marche  – Dott. Marco Bilei Responsabile Costruzioni”

Crediamo giusto riportare nel nostro blog Edilmag un articolo pubblicato sul proprio sito da CNA Pesaro Urbino, a firma di Fausto Baldarelli – Responsabile CNA Costruzioni Pesaro Urbino; l’articolo esprime di fatto il sentimento di molte imprese locali che registrano ormai da tempo questo tipo di situazioni

Pesaro, 30/05/2018 – La Cna di Pesaro Urbino denuncia: “Ancora appalti pubblici con ribassi anomali……. Impresa di Eboli vince col 50%” 

“Una pratica al di fuori di ogni logica e ai confini della legalità. Materiali, qualità, tempi e sicurezza dei lavori non garantiti. Il ricorso selvaggio alla catena dei subappalti”

“Nonostante i nostri continui appelli sui pericoli relativi a gare d’appalto pubbliche regolate da ribassi anomali, continua purtroppo la scelta da parte di molte istituzioni pubbliche e/o società controllate, ad affidare opere e lavori pubblici a imprese di fuori regione che praticano in maniera sistematica e selvaggia questa pratica. Veniamo all’ultimo caso. E’ stata pubblicata nei giorni scorsi l’aggiudicazione di un appalto da parte della società Marche Multiservizi per la realizzazione di una fognatura in Comune di ValleFoglia dell’importo di 1.258.000 euro vinta da una ditta di Eboli con un ribasso addirittura del 49,444%. Si tratta di percentuali al di fuori di ogni logica di mercato ed al limite della legalità.”

“Ovviamente – dice il responsabile di CNA Costruzioni, Fausto Baldarelli – è facile sbaragliare le imprese locali che per conoscenza del territorio, esperienza lavorativa e qualità dei materiali impiegati rispondenti al capitolato speciale d’appalto, hanno offerto ribassi considerevolmente più contenuti”.

“I 546 Km che separano il Comune di ValleFoglia da Eboli – aggiunge non sono stati considerati una aggravante per l’impresa aggiudicataria né tanto meno la mancata conoscenza del territorio e delle situazioni locali considerate un ostacolo dalla società committente”.

“Ho già scritto più volte sui contratti a dir poco “fantasiosi” applicati in edilizia, che creano di conseguenza cascate di subappalti; lavori sospesi a metà; pessima esecuzione dei manufatti; materiali scadenti; tempi di realizzazione infiniti. Ma niente; ogni nuova gara che viene esperita è per la CNA e le imprese del territorio fonte di fortissimo rammarico”.

“Oltretutto viene da pensare che vi siano in molti casi delle evidenti lacune da parte dei progettisti in fase di esperimento dei bandi e capitolati sui materiali. Come è possibile rispettare la qualità dei lavori, dei materiali indicati e delle tempistiche con ribassi di questa portata? Chi garantirà l’esatta esecuzione dei lavori, la qualità, i materiali impiegati e le tempistiche indicate con un ribasso del 50%?”. “Occorre – conclude CNA – maggiore vigilanza e l’applicazione del protocollo d’intesa stilato tra le associazioni di categoria e il Comune di Pesaro che vieta (anche ad aziende controllate dall’amministrazione), gare con ribassi anomali come in questo caso. Anche la Prefettura ha aderito all’iniziativa e ci rivolgiamo per questo al Prefetto perché vigili su gare d’appalto con ribassi abnormi come in questo caso”.

Fausto Baldarelli – Resp. CNA Costruzioni Pesaro Urbino

Pesaro, 30/04/2018 – Terre e Rocce da scavo: ANCORA MODIFICHE! ….e chi ne fa le spese è sempre l’impresa…..

Sono stato presidente del consorzio recuperatori materiali inerti per ben 12 anni e ho ricoperto il ruolo di relatore in diversi incontri sul tema “terre e rocce da scavo”.

Il 20 aprile 2018 presso la sede di Assindustria Marche Nord, sono stato invitato a partecipare all’ennesimo capitolo di questa di questa infinita telenovela/farsa per fare chiarezza sulle ultime disposizioni apportate dal DPR 120/17.

Anche questa volta vorrei esprimere il mio pensiero sperando possa portare una voce fuori dal coro e a vantaggio di chi con le terre e rocce da scavo ci deve davvero lavorare e gestire.

Per meglio capire la situazione, credo sia doveroso perdere qualche riga per ricostruire i fatti.

Tutto nasce nel 2002 con il “famigerato” Decreto Lunardi.

Mentre l’Europa, stilando il  codice CER ( codice europeo rifiuti) e seguendo la logica che tutto ciò di cui il produttore o detentore vuole o deve disfarsi E’ RIFIUTO … in Italia il sig. Lunardi, decide di mettere in campo un decreto che faccia uscire le terre e rocce da scavo dal ciclo dei rifiuti a patto che non siano inquinate. Da qui le voci di interessi economici del sig. Lunardi nei lavori della realizzazione della tratta dell’alta velocità, sono stati forti veicolatori di tale decreto.

Ovviamente l’Europa avvia immediatamente un procedimento di infrazione nei nostri confronti che ancora stiamo scontando.

Bene … da qui comincia l’odissea del decreto terre e rocce da scavo che è stato oggetto di integrazioni, chiarimenti, modifiche, regolamenti, riscritture … generando decine di versioni per non contare i regolamenti regionali nati in attesa dei decreti attuativi.

Ora, il nuovo DPR 120/17, complica ancora di più le operazioni di gestione delle terre e guarda caso in maniera fortemente penalizzante per l’impresa.

I punti più salienti:

  • Qualunque sia la quantità di terra che si deve scavare, va caratterizzata, anche 1 solo metro cubo, fatto il piano di utilizzo, e se si sbaglia un documento, una data, o una firma … automaticamente esce dalla definizione terre e rocce da scavo ma diventa immediatamente rifiuto … e non avendolo gestito come rifiuto, si entra nel penale per inquinamento ambientale;
  • Il decreto non chiarisce a chi spetta la caratterizzazione del terreno da scavare … mi spiego meglio. Noi siamo abituati a dover fare preventivi rispondendo a voci tipo …” scavo di sbancamento in qualsiasi terreno di natura e consistenza … sono da computarsi a parte gli oneri per il trasporto a destino e gli oneri di conferimento…”  poi sotto la voce economica del trasporto e degli oneri di conferimento. Ma come faccio a sapere di che discarica avrò bisogno? E se il terreno è inquinato da idrocarburi, io ho dichiarato che per gli oneri di conferimento voglio una certa cifra … e poi scopro che la richiesta economica per lo smaltimento è cento volte superiore … chi ne paga le conseguenze???

Mi permetto da questo blog di dare alcuni suggerimenti a tutte le micro imprese che come sapete benissimo sono la spina dorsale del nostro Paese e capaci del 25% del PIL nazionale.

  • NELLA REDAZIONE DELLE OFFERTE AGGIUNGETE SEMPRE( ALLA VOCE SCAVI, TRASPORTI, CONFERIMENTI )  “SE TERRENI RISULTANTI NON INQUINATI IN BASE ALLA TABELLA A/B DEL DPR 120/77”. Poi con il committente vi accorderete su chi deve pagare le analisi, ( parliamo di poche centinaia di euro) ma sarete molto più tutelati e rispettosi della normativa.
  • IN CASO DI SCAVI DI LINEE INTERRATE ( FOGNATURE, ACQUEDOTTI, SCAVI SU STRADA IN GENERE) REDIGETE SEMPRE IL FORMULARIO E TRATTATE TUTTO COME RIFIUTO DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE. Per tutto quanto detto sopra, è impensabile operare delle indagini preventive in strada per procedere ad una caratterizzazione del terreno sotto stradale sperando che sia terra senza presenza di agenti estranei inquinanti… Quindi operate sempre con formulario e portate ad impianto di recupero. Sarete rispettosi della legge non solo durante le lavorazioni, ma anche in fase di trasporto e di rendicontazione.

Un’ultima  considerazione … Seguire gli interessi dei soliti “furbetti” di turno, non ci ha portato soltanto le sanzioni comunitarie, ma ci ha rubato anche opportunità di lavoro. Se le terre e rocce da scavo fossero state considerate, come in Europa, RIFIUTO ( vi ricordo che il codice CER identificativo è il 17.5.04) avremo visto sorgere sul nostro territorio, impianti di trattamento delle terre tramite normali pratiche industriali. In soldoni, opportunità di espansione per gli impianti di recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione, certezza del conferimento e della gestione per le imprese e tanto altro ancora.

Oggi come oggi, il movimento terra è diventato un settore estremamente specializzato e come abbiamo visto richiede competenze e professionalità anche al di fuori di escavatori e camion. Su EDILMAG la voce escavatori è ricca di opportunità che fanno capo a imprese capaci ed attrezzate che stanno sentendo sempre di più il peso delle normative e la crisi dilagante.

Utilizziamo la condivisione affidandoci ai nostri colleghi che già ci sono passati e sanno gestire in sicurezza e nel rispetto delle norme tutto il ciclo delle terre e rocce da scavo.

Arch. Rodolfo Brandi – CEO Edilmag

Pesaro, 20/04/2018 – Un po’ di chiarezza in materia di buche stradali …

Ennesimo articolo giornalistico sulla pericolosità delle strade causa buche e ammaloramenti vari … naturalmente le responsabilità vengono attribuite all’amministrazione di turno e … ovviamente … alla inefficienza della ditta che si occupa della manutenzione del piano viabile.

E’ chiaro l’intento strumentale di tali articoli … ma tendono a dipingere, nella mente di chi legge, la solita impresa di costruzioni che non sa fare il suo lavoro o peggio specula sui materiali e “ruba”!

Occupandomi di manutenzioni stradali per conto di amministrazioni comunali e ANAS, vorrei cogliere l’opportunità che mi viene offerta per fare un po’ di chiarezza.

Siamo portati a credere che le buche siano parte integrante della struttura della strada … come se la realizzazione di un piano viario sia destinato in poco tempo a riempirsi di voragini che poi ditte … più o meno capaci … dovranno ripristinare a perfetta regola d’arte e nel minor tempo possibile.

Beh … purtroppo non è così.

Nella mia lunga esperienza in materia di manutenzioni stradali, posso fermamente affermare che oltre l’85% delle buche presenti in aree cittadine, sono causate dalla realizzazione di successivi sottoservizi ritombati con materiali non adatti o non costipati perfettamente. Gli attori di questa devastazione sono le municipalizzate gestrici di acqua, gas, o gli enti per la distribuzione di elettricità o telefonia.

Manca totalmente comunicazione tra enti proprietari delle strade e enti gestori dei servizi ..

Tanto che non è così raro assistere alla nuova pavimentazione di una strada e pochi giorni dopo alla sua rottura per … il ripristino di una fognatura … un nuovo allaccio gas … ecc…

Come si possono pretendere buone strade se chi ne gestisce la manutenzione non sa che cosa fa l’ufficio rilascio autorizzazioni rotture stradali?? E ancora … perché nessun tecnico, incaricato dall’ente proprietario, sorveglia l’esecuzione dei lavori sulle proprie strade di cui poi se ne dovrà occupare prendendosi anche la responsabilità di eventuali sinistri??

E’ molto più semplice attaccare la ditta o l’amministrazione di turno sul fatto che non “chiudono le buche” piuttosto che attaccare chi le buche le ha create!!!

Per migliorare le cose occorre cambiare radicalmente il modo di guardare il problema: SE C’E’ UNA BUCA SIGNIFICA CHE SOTTO QUALCOSA NON VA!!!

Controlliamo le autorizzazioni alle rotture stradali … verifichiamo che i ripristini vengano realizzati conformemente alla norma e alle prescrizioni sui materiali e spessori richiesti … accertiamoci che nella costruzione di una nuova strada materiali, spessori, posa in opera  ecc… vengano  rispettati e corrispondano alle normative vigenti in materia…. E soprattutto privilegiamo le imprese del territorio serie … fornite di buone attrezzature e personale altamente specializzato. Alcune volte le attrezzature per questo tipo di interventi sono molto costose e diventano poco accessibili per gran parti delle imprese edili medio piccole; questo è uno dei motivi per cui ho fondato Edilmag, che permette di condividere le attrezzature consentendo a tutte le imprese edili di poter lavorare su questi interventi e su molti altri.

Arch. Rodolfo Brandi – CEO Edilmag

Bologna, 11/04/2018 – Edilmag è intervenuta come ospite alla seconda edizione della Concrete Conference, l’evento rivolto agli operatori della filiera del concrete, ai progettisti, ai direttori lavori, alle committenze e ai portatori di interessi. In tale occasione Edilmag ha presentato il proprio progetto di sostenibilità del sistema edile, analizzando lo scenario attuale italiano e le soluzioni da percorrere per contrastare la crisi economica e mantenere il giusto equilibrio ambientale.

Di seguito uno stralcio dell’intervento di Rodolfo Brandi – CEO Edilmag:

“Da costruttore appartenente al sistema ANCE, vorrei fare qualche considerazione sul sistema edile italiano. Il sistema edile si propone oggi come un ECOSISTEMA composto da un tessuto di microimprese in costante decrescita, che solo nella mia provincia (Pesaro Urbino) ha prodotto dal 2008 al 2017 la perdita del 56% di massa salaria, mettendo in serio rischio anche il sistema paritetico cassa edile/scuola edile/CPT/ ANCE.

Le grandi imprese, capaci di assumere impegni di un certo livello, nel tempo si sono trasformate in strutture di gestione di appalti che, nelle forme più disparate, hanno acquisito commesse rilevanti trasformandosi nel corso dell’evoluzione dell’appalto e utilizzando a cascata il meccanismo indiscriminato del subappalto.

In cantieri dove io stesso con la mia azienda ho lavorato, ( l’ampiamento della terza corsia autostradale) in un solo lotto di 13 KM si contavano 45 imprese subappaltatrici e nessuna riconducibile alla impresa affidataria. E’ chiaro che in termini economici ogni “passaggio” di mano ha un COSTO.

Chi più ne fa le spese, oltre alla sostenibilità economica delle imprese subappaltatrici, sono la SICUREZZA E LA QUALITA’.

Guardando con attenzione gli ultimi avvenimenti del centro Italia, che hanno colpito anche la mia Regione, come possiamo parlare di RECUPERO/ECONOMIA CIRCOLARE/RICICLO quando la normativa si ostina a considerare gli operatori del recupero alla stessa stregua dei gestori di discariche di rifiuti?

Ho ricoperto per 12 anni il ruolo di presidente del consorzio recuperatore Regione Marche, sono stato promotore dell’impegno per l’utilizzo di almeno il 30% di materiale proveniente da attività di recupero nei lavori pubblici … ma non esiste recupero se non esiste mercato…. E quando ci troviamo di fronte a costi per lavorazioni, iscrizioni, fideiussioni, analisi, gestioni amministrative, ecc …, che fanno levitare i PREZZI a livello della materia prima di riferimento, è facile intuire che l’attività di recupero è destinate a soccombere.

Si potrebbe proseguire in questa analisi del settore edile approfondendo anche altri temi … ma limitandomi a quelli visti sino ad ora, credo che per poter parlare di una POSSIBILE RIPRESA, si debbano effettuare dei radicali cambiamenti del nostro settore, in maniera tale da essere pronti ad accogliere gli sforzi messi in campo in termini di investimenti e di opportunità offerte dal nuovo mercato futuro, che ci vedrà impegnati principalmente in infrastrutture e riqualificazione ambientale e del costruito.

Per quanto concerne il rifiuto misto da costruzione e demolizione ( così attuale specialmente nelle aree colpite dal sisma ) per poter seriamente parlare di risorsa e di opportunità, si deve mettere in campo una DEFISCALIZZAZIONE importante capace di rendere competitivo l’utilizzo e la produzione. Chi si occupa di recupero e riciclo va premiato.

Avviare immediatamente la DIGITALIZZAZIONE … una corretta e puntuale progettazione assicurerebbe tempi di esecuzione, ridurrebbe drasticamente i contenziosi così cari al sistema di aggiudicazione appalti di cui abbiamo parlato pocanzi, rispetto delle normative e controllo sull’eseguito.

Innovare il modo di fare impresa introducendo la SHARING ECONOMY nel settore edile. Come abbiamo visto prima, un ecosistema di micro imprese non può affrontare grosse commesse né eventi che inevitabilmente richiedono una forza di impatto notevole. Ma questo è vero se si continua a ragionare in termine di micro impresa isolata. 570.000 aziende sparse su tutto il territorio equivalgono a migliaia di operaia specializzati, migliaia di mezzi e attrezzature … mettendo in condivisione i loro singoli know how vedo una impresa del futuro estremamente specializzata in grado di ottimizzare l’utilizzo delle proprie strutture e utilizzando, a sua volta, quelle del suo collega. Essendo presidente della Scuola Edile di Pesaro Urbino (ente sempre a contatto con le imprese che raccoglie spesso i loro disagi) ho deciso di far nascere EDILMAG che non è altro che una piattaforma online dove le imprese possono caricare le loro attrezzature, gli avanzi di cantiere, ecc … e metterli in rete. Una semplice APP ti permette di essere geolocalizzato e di farti vedere quale impresa vicino a te in quel momento ha l’attrezzatura o il materiale che a te serve per quella specifica lavorazione e che lui non sta utilizzando.

In poche parole come è successo per RB&B che è diventato l’albergo più grande del mondo senza possedere neppure una stanza, mi piacerebbe che in Italia nascesse l’impresa più grande del mondo con 570.000 sedi con specializzazioni altissime e macchinari sempre moderni e utilizzati a pieno.

EDILMAG… questo mio modo di concepire il mondo delle imprese … è stato notato anche dal sistema di prevenzione ed è stato di grande aiuto anche per la protezione civile e per i comuni che hanno visto la potenzialità di poter avere le attrezzature di pronto intervento immediatamente disponibili e sul luogo della necessità. Abbiamo donato, quindi, le credenziali di accesso alle protezioni civili e ai comuni del cratere sismico e presto verranno distribuite a livello nazionale. Si genereranno possibilità di lavoro nella redazione di piani di intervento e di prevenzione utilizzando le risorse locali ad oggi sconosciute.

Questi, a parere mio, sono i passi da compiere se si vuole vedere una ripresa del settore edile e cogliere le opportunità che verranno messe a disposizione delle infrastrutture e della riqualificazione, facendo crescere le imprese e di conseguenza l’intera filiera delle costruzioni.” Questo l’intervento di Rodolfo Brandi che ha presentato il suo progetto di sharing economy per il settore edile per la sostenibilità del settore edile e del territorio.

Al centro della foto Rodolfo Brandi – CEO Edilmag durante il suo intervento alla Concrete Conference